Storia

La chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista, oggetto della presente relazione, è ubicata in località Pantuliano che, con San Secondino e Pastorano, costituisce l’omonimo comune
della provincia di Caserta. Il territorio di Pastorano confina a Nord con il comune di Giano Vetusto, ad Ovest con il comune di Pignataro Maggiore, ad Est con i comuni di Camigliano e Vitulazio ed a Sud con il comune di Vitulazio; in particolare l’area sud-est è attraversata dalla Casilina e dall’Appia, antiche strade di comunicazione nazionale, dall’Autostrada A1, nonché dalla linea ferroviaria Roma-Napoli (via Cassino) e dalla linea ferroviaria ad alta velocità. L’urbanizzazione di questa zona, storicamente molto fertile, cominciò in età preromana, ma il suo vero sviluppo si ebbe con la dominazione romana. Nella seconda metà del III secolo, tuttavia, una vasta crisi agraria ed economica investì l’intero Impero romano e le regioni meridionali dell’Italia, in particolare; la crisi fu aggravata dalla crescente minaccia dei barbari ai confini dell’Impero, i quali ne accelerarono i processi di dissolvimento. Proprio in questo clima si formò l’originario nucleo di Pastorano, piccolo insediamento dedito alla prevalente attività pastorizia, da cui probabilmente il paese prese anche il nome. Qui confluirono, prima dell’anno mille, non solo parte degli abitanti della dissolta Cales, ma anche cittadini della Capua antica che qui si ritirarono per allontanarsi dai tumulti della loro città. Stessa origine medioevale di Pastorano hanno le due frazioni di San Secondino e di Pantuliano dove è ubicata la chiesa di San Giovanni Evangelista.
In archivio non esiste titolo alcuno della fondazione della Parrocchia di San Giovanni
Evangelista di Pantuliano e dei motivi che la fecero aggregare all’Arcidiocesi di Capua,
nell’elenco delle Rationes Decimarum (1308-10). Per la sua struttura architettonica e volumetrica, tuttavia, la sua fondazione deve essere più antica del XIV secolo e risalire ai tempi dell’antica Capua. Sulla facciata principale della chiesa, sulla soglia della “porta piccola” (di accesso alla comunicante e denominata “Cappella di Sant’Antonio Abate”), a lettere gotiche si legge che la cappella fu costruita dal sacerdote Don Antonio Adecoci, Arciprete della Chiesa di “San Giovanni Evangelista”, l’otto febbraio del 1431, si deduce, perciò, che la Chiesa citata deve essere di data antecedente.
Più precisamente la scritta recita:
“hanc cappellam construi regio dominusantonius adecoci archipeter terrae capuanae
cappellanus iuis ecclesiae san iohis sub vocabulo sancti antonii qua dotavi eideque cappelle assignavit pediam unam tre campestram modiorum decam z- plus sita ubi dr a la scapula sev – a – lo – pratellona ita quod sacerdos diate coalia teneabitur his missae pro aia sua z -onb – de functorum – suorum ista cappella pro eddomesam celebrar sub uno dui millo CCCXXXL die – VIII – mensis februarium” Deo gras – amen.
“Il Sig. Antonio Adecoci Arciprete della terra capuana, parroco di questa chiesa di San
Giovanni costruì questa cappella sotto il titolo di Sant’ Antonio Abate e la dotò di dieci
moggia e più di terra campestre nella località detta Scapola ovvero Pratellone. Così il
sacerdote di questa cappella sarà tenuto a celebrare due messe ogni martedì e venerdì di
ciascuna settimana, per la sua anima e i suoi parenti. Anno Millequattrocento trentuno il
giorno 8 del mese di febbraio. Siano rese grazie a Dio. Amen”.
Oltre che dall’incisione della lapide marmorea, che la chiesa sia antichissima si vede anche dall’immagine scolpita sulla soglia della porta principale, quantunque mal ridotta e dal campanile di stile antico. Con qualche probabilità, avuto riguardo al vero nome del paese “Pantoleano” e della sua appartenenza all’ Arcidiocesi di Capua, si può ritenere che la suddetta Chiesa fosse fondata nei tempi dell’era volgare dalla ricca famiglia Pantoleano di Capua, padrona dei mulini che si trovavano fuori dalla città.
Della stessa famiglia ne parla il defunto canonico Iannelli, che nei suoi libri di archeologia, suole chiamare il paese con il solo nome di Pantuliano.
La Chiesa (che in un primo momento era recintata e alla quale si accedeva attraverso un
cancello oggi rimosso insieme alla recinzione), insieme a poche case, costituisce il piccolo
paese.