Descrizione dell’opera

Dopo aver attraversato un ampio e pendente sagrato, alla chiesa si può accedere attraverso due porte: una grande principale, e una piccola, secondaria. Entrando dalla porta principale ci troviamo di fronte ad un grande spazio di forma rettangolare, a navata unica, che misura oltre 16 metri di lunghezza e otto di larghezza, concluso da un abside semicircolare. Dalla parte centrale della chiesa, tramite archi a tutto sesto, si accede alle cappelle laterali, tutte caratterizzate dalla presenza di statue o dipinti di Santi. Più precisamente, sulla destra trova spazio un ambiente a tre campate, due delle quali coperte da una volta a vela (in pieno stile romanico), mentre la terza, centrale, da una cupola, di epoca successiva, sorretta da archi a tutto sesto e sormontata da una lanterna con delle aperture.
Sempre sul lato destro dell’ingresso principale vi è la porta che conduce, tramite delle scale, al campanile. Esso è a pianta quadrata, termina con un volume a forma di ottagono, coronato da cupola conica, ed è attualmente circondato, da otto finestre. In esso si trovano due campane, una grande, di peso 60 rotola, ed una piccola, di peso 30 rotola (unità di misura usata un tempo nell’Italia meridionale, corrispondente a circa 800 grammi), entrambe con il nome di Maria. Dopo la prima rampa di scale, che conduce al campanile, vi è una porta attraverso la quale si accede ad una sorta di loggiato, che si affaccia sulla navata unica, sorretto da due colonnine che vanno a delineare l’ingresso principale della chiesa.
All’interno dell’abside semicircolare, riccamente affrescato, si trova l’altare maggiore. Da
studi effettuati e dall’analisi di altre chiese, si è dedotto che il marmo usato nell’altare
maggiore della chiesa di Pantuliano è del 1700 e la tecnica utilizzata è il commesso
marmoreo, derivazione di un particolare tipo do mosaico chiamato
opus sectile o mosaico a sezioni, di origine romana, nel quale il disegno da rappresentare veniva formato da tessere di varie dimensioni, di marmo o vetro, tagliate e accostate nel modo voluto. Sul lato destro della chiesa, in corrispondenza della cupola, troviamo anche un pulpito in muratura, di epoca recente.
Sul lato sinistro della chiesa, invece, attraverso una porta posta in prossimità dell’abside, si accede ai locali della sagrestia e di accesso alla casa canonica, posta al piano superiore.
Sempre sul lato sinistro si trova la cappella di Sant’Antonio Abate, alla quale si può accedere anche direttamente dal sagrato esterno, attraverso la porta piccola.
La facciata del complesso evidenzia la sua struttura interna; qui, alla base del campanile,
poco elevati sull’attuale livello stradale, sono murati due cippi di “spoglio” e un grande
blocco calcareo antico.
Il portale principale conserva, nell’archivolto gotico, un affresco
(quasi illeggibile) raffigurante la Madonna col Bambino e due santi.
La porta secondaria posta sul lato sinistro, che come già detto dà accesso alla cappella
dedicata a Sant’Antonio Abate, è sormontata da un’ iscrizione marmorea in caratteri gotici, riportanti la data dell’8 febbraio 1431. La sua cornice interna è articolata in archetti pensili e racchiude pochi resti di una Madonna con Bambino ad affresco. Al suo interno, lo spazio della cappella si presenta a navata unica, suddivisa in due campate di circa tre metri per tre, ognuna delle quali ha una copertura a forma di doppia volta incrociata; le due sono ulteriormente divise da un archetto, anch’esso affrescato, come le pareti, le volte e tutta la superficie muraria. Tali affreschi sono attribuiti ad un ignoto maestro, forse marchigiano, con influssi senesi e buona conoscenza del gotico internazionale. Più precisamente, gli affreschi della prima campata si riferiscono ad episodi della vita di S. Antonio Abate, con sulla controfacciata una crocifissione; la seconda campata invece è dedicata agli otto dottori della chiesa latina e greca. Sull’altare si rileva una grande nicchia sporgente, a sesto acuto, coeva al ciclo principale, sulla cui fronte sono raffigurati i dodici apostoli e il Cristo benedicente; negli sguanci S. Caterina d’Alessandria e S. Giovanni, mentre sulla parete di fondo vi è raffigurato S. Antonio Abate, la cui effigie risale al XVII secolo.
Gran parte delle pitture è andata però purtroppo perduta, ad eccezione di quelle del lato
destro, che fa corpo con la chiesa parrocchiale di San Giovanni. Tutta la cappella è stata
sottoposta a restauro completo nel 1981, su incarico della Soprintendenza ai B.A.S. di
Napoli.
Agli stessi anni degli affreschi si può datare il bellissimo il bassorilievo “Madonna col
Bambino e angeli reggicortina”, in uno stile gotico già contaminato da riferimenti classici.
Altri elementi di interesse nella chiesa sono, i 15 dipinti con i “Misteri del Rosario” (sec.
XVIII), e in sagrestia, la curiosa acquasantiera sorretta da una mano (sec. XVII).

piano terra

prospetto

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