“Le tre parole più strane” di Wislawe Szymborska

“Quando pronuncio la parola Futuro, la prima sillaba va già al passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio, lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente, creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.”
Una breve ma intensa poesia.
Parole infinite nel loro vuoto: Futuro, Silenzio,Nulla.
Un vuoto pieno di pensieri, di speranze, di sogni.
È innegabile che il silenzio è rumore come il vuoto è colmo di ogni cosa.
Quindi siamo noi che dobbiamo dare il peso e il valore ad ogni parola nella nostra vita.
La contraddizione e i loro innumerevoli significati di Futuro, Silenzio e Niente. Tre parole poetiche e filosofiche che inducono a una profonda riflessione. Il Futuro sembra lontano, ma in realtà lo viviamo e diventa presente e poi passato, poi lo ricordiamo come un sogno, poi ritorna alla mente col Silenzio….
Il Nulla è vuoto, è solitudine, è Silenzio, è buio, è la paura di creare, di scoprire la verità, la paura di se stessi….
Queste tre parole non hanno un colore come le altre, non sappiamo come sono, le immaginiamo, ma forse un giorno le conosceremo….
Ho letto per la prima volta questa poesia qualche giorno fa mentre guardavo vari post su Instagram e ho riflettuto tanto, concentrandomi principalmente sulla parola Niente. E Niente, se non esiste, viene invece in un certo modo ad indicare qualcosa, quindi creando un paradosso posso affermare che nel Niente per me può esserci Tutto.

Serena Moronese


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