Guardando meglio

Spalanco gli occhi di scatto, giusto il tempo di capire dove mi trovo che nell’oscurità della mia camera intravedo uno spiraglio di luce dalla finestra del corridoio. Scendo dal letto, con la fretta di aver fatto tardi, e guardo l’orario. Sono le 08.41, mi rilasso. È sabato. Ricordo che ieri è stato il primo maggio, di conseguenza oggi ponte a scuola, anzi alle video lezioni.
Senza fare troppo rumore, torno nella mia camera e apro la finestra. Gli occhi infastiditi dalla luce del sole, non mi permettono di vedere in modo nitido l’esterno e la mia vista è offuscata dalle solite chiazze nere che la abituano alla luce accecante del mattino. Non appena riesco ad aprire meglio gli occhi, mi concentro su una di queste che sembra avere la forma di una gallina. Cosa? Una gallina? Quindi distolgo brevemente lo sguardo, per essere sicura di non stare ancora nel mondo dei sogni, ma a quanto pare non si tratta di alcuna illusione. C’è davvero un pennuto!
Una creatura innocua che, a piccoli passetti, si muove in un trattenuto via vai nello spicchio di giardino visibile dalla mia camera.
Pochi secondi che, al piano di sotto, sento il rumore del portoncino aprirsi: è mamma e le sue abituali faccende mattutine. Piombo velocemente sulle scale e le urlo di aver visto una gallina, o qualcosa del genere, che gironzola all’esterno perciò le aggiungo di restare dentro (se fosse uscita sarebbe scappata via, infatti ha un’enorme paura di tutte le creature volatili). Spaventata e un po’ disgustata, sale i gradini due alla volta per affacciarsi alla finestra ad osservare il nuovo arrivato. I suoi ricordi da figlia di un cacciatore o la mia ingenuità di fronte a qualcosa di sconosciuto, ci fanno comprendere che la nuova creatura non è affatto una gallinella; purtroppo, però, ho ancora la mente annebbiata dal sonno per domandarmi cosa sia precisamente. Neanche il tempo di pensarci che i miei danno una risposta al mio enigma irrisolto: lo strano uccello che, poco prima ci dava il buongiorno, è un fagiano. Sorpresa dalla loro risposta, ancora non capisco come sia potuto arrivare in giardino. Quindi prendo presto il cellulare e digito il contatto del nonno che, da premuroso cacciatore, mi spiega che avere in giardino un animale tanto ricercato nella caccia è un onore e che forse è quella mattina, o nei giorni precedenti, era stato aiutato nel volo per favorirne la riproduzione. Ancora in chiamata, vedo papà nel prato intento ad accogliere il nuovo ospite che, senza dargli alcuna possibilità, con robusti colpi d’ala si è già sollevato per regnare nel cielo e lasciarmi alla finestra con il naso all’insù.

Aspetto sempre che mi accada qualcosa di diverso dall’ordinario per buttare giù qualche riga, perciò stavolta ho voluto regalarvi un piccolo pezzetto del mio periodo di resistenza che, ancora oggi, mi fa scappare un leggero sorriso e che spero vi abbia divertito.

Maria Fiorillo


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